Dopo una prima proposta di cosa pregare, può aiutare un altro spunto sul come. Perché non c’è dubbio che si può pregare ovunque e comunque, ma aiutarsi a pregare bene non guasta. Questo lo sappiamo benissimo dall’esperienza in altre cose, e gli esempi abbondano. Se volessi fare una cena romantica, non cercherei forse un posto tranquillo, abbasso le luci, preparo bene la tavola, con qualche candela e forse anche un sottofondo musicale? Se voglio veramente studiare (e non solo fare finta), saprei benissimo cosa mi aiuta, e cosa mi distrae. Così pure, in palestra, la musica vuol certamente creare un’atmosfera di energia, non di sonnolenza. E organizzando il fuoco serale al campo so bene che il clima da creare al fuoco è diverso se voglio un momento di animazione e ban, o quello da racconto e condivisione. In questo senso, la preghiera non è molto diversa, e come “esercizio spirituale” ci si può aiutare per viverla meglio.

Non vorrei dire troppo in un singolo post, e in questa prima parte propogo tre punti che riguardano tempo, luogo e posizione del corpo.

[1] Darsi tempo

Importante dedicare il tempo. Un po’ – come gio detto altrove – come nel preparare un buon sugo: serve tempo perché il sugo si ritiri; se affretti le cose, non è lo stesso. Importante anche una certa fedeltà al tempo deciso. Meglio decidere di pregare mezz’ora e rimanere, che un’ora e poi abbandonare a metà: è anche un abituarsi a confrontare e gestire la frustrazione e distrazione (segno di essere adulti).

[2] Luogo

Come detto sopra, scegli il luogo. Non serve che sia una cappella o una chiesa (anche se non guasta mica!) ma un luogo che mi aiuta a trovare silenzio, a rimanere in preghiera, che non mi distrae, dove altri non mi disturberanno. Può aiutare un punto focale: una croce, un’immagine sacra, un’icona, una candela accesa, o la stessa Bibbia. Usa bene anche la luce. A me aiutano molto, quando posso, i luoghi all’aperto (formazione scout!): in fondo, il creato è la cattedrale più belle che si possa trovare. Il criterio qui è semplice: cosa mi aiuta? In questo vi possono essere suggerimenti, ma quello che vale per l’uno non è detto che valga per l’altra. Non aver paura di sperimentare: provando s’impara cosa aiuta di più.

[3] Posizione del corpo

Ultimo elemento per oggi: non pensare che la preghiera sia solo un esercizio della mente in cui il corpo non c’entra. Non siamo mica solo testa o solo anima. Trova la posizione che ti aiuta di più: forse seduto, in ginocchio, coricato. Il criterio è lo stesso di prima: cosa ti aiuta a pregare? Io trovo che coricato dormo, ammeno che non stia guardando il cielo stellato di notte chi mi aiuta a contemplare. A volte prego sdraiato per terra (ma prono) col testo biblico aperto davanti … anche se non in cappella pubblica dove mi crederanno eccentrico (non che non lo sia, ma non serve mica dirlo troppo forte!). Spesso preferisco seduto, per terra … all’aperto. Trova ciò che ti aiuta.

Il tempo, il luogo, e la posizione del corpo aiutano a creare un ambiente esterno. In una seconda parte, dirò di qualche elemento più interiore.

Intanto, direi che questi tre elementi bastano e avanzano! Buona strada!

Advertisements