Qualche mese fa, ho dato alcune dritte su come entrare in preghiera: focalizzando sul tempo [1], il luogo [2], e la posizione del corpo [3]. Oggi vorrei continuare quel cammino, arrivando alla preparazione più immediata, e al ingresso stesso nella preghiera …

[4] Preparare la preghiera

Il primo punto dovrebbe, forse, essere abbastanza ovvio, ma spesso non lo è. E quello di ricordarsi di preparare per pregare, proprio per poter poi focalizzare meglio su quello che si vuol fare – cioè pregare! E la preparazione alla preghiera non è solo teorica, ma anche pratica:

  • prepara quello che ti serve: la Bibbia, qualcosa dove scrivere (per prendere qualche spunto di ciò che ti parla interiormente), ecc.
  • non lasciare cose che ti possano distrarre, e.g. la pentola sul fuoco che devo controllare ogni 2 minuti non ti lascerà pregare in santa pace. E spegni il cellulare …
  • leggi il brano che vuoi pregare una prima volta, e se vuoi usare uno strumento (come questo blog) tienilo a portata di mano.

 

[5] Gesto/rito d’ingresso

Siamo arrivati, per così dire alla porta d’ingresso alla preghiera. A me piace immaginare la preghiera anche se vissuta forse in modo interiore, come un luogo. Forse avete notato, per esperienza, che nella chiesa antiche non si entra mai direttamente: ma c’è un atrio, un cortile (come p.e. a San Paolo fuori le Mura), quasi per sottolineare che nel luogo sacro bisogna entrare a stadi. Nel luogo/momento di preghiera, pure … ci aiuta tanto se entriamo in preghiera con gradualità.

Quando sei pronto per cominciare, comincia con un gesto che ti aiuta a segnalare l’inizio della preghiera. Può essere un semplice segno di croce. Sant’Ignazio propone di fermarsi in piedi per la durata di un Padre Nostro vicino al luogo dove vuoi pregare. A me aiuta (specialmente d’estate!) di togliermi i sandali: ricordando Mosè, perché il luogo di preghiera è un luogo santo.

 

[6] Composizione di luogo

Aiuta anche l’entrare mentalmente, attraverso l’immaginazione, nel luogo del mistero biblico. Sant’Ignazio di Loyola chiamerebbe questa la composizione di luogo. L’immaginazione ci può aiutare ad entrare di più all’interno della storia stessa. Come immagino il luogo dove avviene la storia che sto pregando?

 

[7] Chiedere la grazie

Infine, chiedo la grazie che desidero, a seconda di quello che sto pregando. Dove forse non ho in mente una grazie particolare, potrei fare mia l’antica preghiera di San Riccardo di Chichester :

O redentore di pietà infinita, amico e fratello,
possa io conoscerti più chiaramente,
amarti più profondamente, e seguirti più da vicino.

 

Entrato nella preghiera, posso poi seguire lo schema proposto per la lectio divina. Buona strada!

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