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Al cuore della vita cristiana sta il grande mistero della Pasqua, quegli eventi della passione, morte e risurrezione di Gesù che celebriamo in modo particolare questi giorni della Settimana Santa. Ormai, molti di noi cristiani gli prendiamo quasi per scontati (se non altro, per abitudine) e non rendiamo conto della portata di quello che celebriamo, e sottovalutiamo la fatica che ciò spesso comporta, San Paolo dice che la croce è “scandalo per i Giudei, stoltezza per le genti” (1 Cor 1,23), e per molte persone rimane anche oggi uno scandalo, nel senso etimologico, cioè una pietra d’inciampo. Perché mai la morte cruenta e crudele tramite la crocefissione – una delle torture peggiori che si possa immaginare – abbia un valore salvifico per noi e per tutti?

Gesù, però, ci offre una risposta. La sera prima della sua Passione compie due gesti che danna una chiave di letture alla sua passione: l’istituzione dell’eucarestia, ricordata da S. Paolo nel prima lettera ai corinzi (1 Cor 11,23-25) e i Vangeli sinottici (Mt 26,26-29; Mc 14,22-25; Lc 22,15-20), e la lavanda dei piedi, ricordato dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15) e echeggiato indirettamente da Luca (Lc 22,24-30). Nella messa In Cena Domini del giovedì santo, la Chiesa ci offre i due brani (1 Cor 11, e Gv 13), e i due gesti – la lavanda dei piede e l’eucarestia. Perché la lavanda dei piedi e l’eucarestia vanno insieme, e insieme offrono la chiave di lettura per del mistero pasquale.

Per la lectio di oggi, mi soffermerò sulla lavanda dei piedi, in Giovanni 13,1-15 [qui su Bibbia.edu].

* Piccola nota, prima di passare oltre. Se è la vostra prima lettura a questo blog, vi raccomando ad alcune note di introduzione sul come pregare, che troverete qui.

Lectio

Trovato un luogo tranquillo per pregare, possiamo fare anche la preghiera introduttoria, e chiedere la grazia, con la preghiera di San Riccardo di Chichester:

O redentore di pietà infinita, amico e fratello,
possa io conoscerti più chiaramente,
amarti più profondamente, e seguirti più da vicino.

Passiamo poi ad una prima lettura tranquilla del brano intera, e poi vedere anche qualche nota di commento.

[1] li amò fino alla fine.  Il vangelo secondo Giovanni non ci racconta l’istituzione dell’eucarestia. Non perché non è al corrente: se mai Giovanni è il vangelo con il discorso di Gesù come “pane di vita” (Gv 6,22-58). Invece, il gesto di amore che riporta Giovanni è questo della lavanda dei piedi.

[2] Interessante notare che questo momento avviene durante la cena quando Giuda Iscariota è ancora presente. Gesù lava anche i piedi del proprio traditore.

[4] depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita.  Portare acqua per lavare è gesto di accoglienza (Gen 18,4; Lc 7,44) ma lavare i piede è un gesto comunemente fatto dai servi o dagli schiavi, non dal maestro di casa.

[6] “Signore, tu lavi i piedi a me?” Pietro è scandalizzato, e inizialmente rifiuta il gesto di Gesù.

[7] “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo”  quasi quasi è una buona ammonizione per la Passione stessa.

[8] “Se non ti laverò, non avrai parte con me.” Trovo molto interessanti le parole di Gesù. Parla della lavanda dei piedi in termini di partecipazione, di comunione.

[9] “Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!”  Il solito esagerato, Pietro sembra non sapere vie di mezzo: niente o tutto.

[14] “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi …”  Come già fatto notare, la lavanda dei piedi non è abitualmente compito del signore o del maestro, ma del servo. Qui Gesù sottolinea questo fatto.

… anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.”  Queste parole sono prese come un comandamento da parte della Chiesa, che traduce in termini pratici il grande comandamento: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.” (Gv 13,34). Liturgicamente, questo gesto si vive in modo solenne il giovedì santo, un gesto che rimane tutt’ora potente quando vissuto bene, e tra i più forti per me come sacerdote. La Regola di San Benedetto (53:13), così fondante per il monachesimo in occidente, richiede che l’abate e i monaci lavino i piede dei loro ospiti, tra i diversi gesti di accoglienza.

Meditatio

Adesso ti invito a rileggere il brano. Potrebbe anche aiutarti ad immaginare la scena: Gesù che lava i piedi e la conversazione tra Pietro e Gesù, il mandato di Gesù a tutti gli apostoli.

Posso anche riflettere su me stesso e considerare:

  • Gesù sceglie il gesto più umile per esprimere il suo amore. Dio fatto uomo, il Signore dell’Universo, sceglie di farsi servo, invece di padrone. L’amore – l’amore sino alla fine – è segnato dal servizio. Come mi lascia questo?
  • Gesù lava i piedi di Giuda, che lo tradirà, Pietro, che lo rinnegherà, e gli apostoli, che scapperanno e lo lasciano solo. Dio non vive un amore di un do ut des, un amore che è quasi una transazione economica, che richiede reciprocità. Ma si dona senza condizione. Dov’è che nella mia vita sono chiamato a donarmi senza un apparente ritorno?
  • Pietro inizialmente rifiuto il segno di Gesù. Dov’è che nella mia vita non mi lascio amare dal Signore? Dov’è che fatico ad accettare che Dio mi ama, mi serve, mi vuole lavare i piedi?
  • Gesù ci comanda di fare come lui ha fatto, di amare come lui ci ama. Gesù non ci parla soltanto, ma ci mostra come fare, ci modella l’amore a cui siamo chiamati. Come mi lascia questo interiormente? Dove fatico di più ad amare nella mia vita?

Oratio

Porta questa riflessione alla conversazione con il Signore. Come ti lascia tutto questo? Parlane con lui, “come un amico parla con un amico”. Cos’è gli vorresti chiedere? Forse perdono per qualcosa, o una grazia particolare.

Complatio

Infine, fermati alla presenza del Signore. Forse ti vuoi fermare a contemplare un dei quadretti di questo racconto, in particolare Gesù ai piedi di Pietro, che glieli lava.

Una volta completato il momento di preghiera, prega l’Anima Christi:

Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, ascoltami.
Dentro le tue piaghe, nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno, difendimi.
Nell’ora della mia morte, chiamami.
Fa’ che io venga a te per lodarti
con tutti i santi nei secoli dei secoli.
Amen.

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