natale 2017Il vangelo secondo Matteo inizia in un modo che ci può sembrare alquanto strano, con una lunga lista di nomi, che ci offrono la Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo (Matteo 1,1). Brano temuto dai fedeli – perché può essere di una noia mortale ascoltarlo – e dai sacerdoti perché si rischia seriamente d’inciampare in qualche nome particolarmente strano. Che senso ha un brano del genere?

Se i successi mediatici danno qualche indicazione, genealogie e storie di famiglia fanno ottimo materiale televisivo: basta vedere il successo in Inghilterra e gli State Uniti delle serie Who do you think you are? (Chi credi di essere?) che esplorano genealogie e storie di famiglia di VIP, stelle del cinema e televisione. E se noi esplorassimo la genealogia di Gesù? Cosa potremmo scoprire? Anzi nel caso di Gesù potremmo anche aggiungere: quale famiglia ha scelto Dio per se?

Il brano su cui ti invito a riflettere e pregare è Matteo 1, 1-17 (qui su BibbiaEdu). Ti invito ad una prima lettura di questo testo, e ti preavviso che non è una lettura facile, proprio per la sua natura genealogica, anziché narrativa. Ti ricordo anche, specialmente se se sei nuovi al blog, che potrai trovare qui delle indicazione su come pregare.

Come preghiera preparatoria, potremmo fare nostra quella di San Riccardo di Chichester:

O redentore di pietà infinita, amico e fratello,
possa io conoscerti più chiaramente,
amarti più profondamente, e seguirti più da vicino.

Lectio

Fatta una prima lettura del brano, passo a qualche commento. Naturalmente, non commenterò su ciascuna persona menzionata nella lista, ma solo facendo delle sottolineature.

[2] Abramo … i suoi fratelli. Potremmo dire che la storia almeno inizia bene, con i patriarchi. Almeno per Abramo, potremmo dire che è il padre nella fede, nonostante le diverse incomprensioni nella vita sua. Ma per Giacobbe, per esempio, si potrebbe dire che non è uno stinco di santo! Le sue storie parlano più di scaltrezza, se non di chiara disonestà (Gen 26). Ciò nonostante, Dio lo chiama, e lo incontra in modo privilegiato (Gen 27,10-12; 33,23-31).

[3] Giuda generò Fares e Zara da Tamar. Tamar era nuora di Giuda, vedova del figlio Er. Il racconto (Gen 38,6-30), non è tra i più lusinghieri, particolarmente per Giuda. Tamar, vedova, si veste da prostituta per avere figli da Giuda (senza che lui la riconoscesse), reclamando un suo diritto negato: sarà strana ai nostri occhi, ma bisogna dire che l’antica consuetudine richiedeva che Giuda provvedesse a Tamar un secondo marito, per dare discendenza ad Er, primo marito morto senza prole.

[5] Salmon generò Booz da Racab,  La Racab qui si riferisce alla prostituta che aiuta le spie israelite nella presa di Gerico (Giosue 2,1-21). È l’unica riferimento nei testi biblici di Racab come madre di Booz.

[5] Booz generò Obed da Rut. Rut è una donna moabita (Rut 1,4), gente disprezzata dal popolo ebraico. Però è lei – la straniera disprezzata – che sarà la nonna di Davide, il re di Giuda ed Israele per antonomasia.

[6] Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria. Davide sarà pure il re per eccellenza, ma non sempre un esempio di santità. Matteo qui non nomina Betsabea per nome, ma il riferimento al marito è più tagliente: Davide commise adulterio con lei, e fece uccidere lui per averla (2 Sam 11,11-12,25).

[6-11] Davide … Babilonia. Se per noi sono nomi poco famigliari, ma per chi conosce i libri di Samuele e dei Re, questa è la genealogia reale della casa di Davide. Gesù non è solo figlio di Davide, ma figlio di tutto il casato reale di Giuda.

[12] Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele. Alla fine del libro dei Re, Ieconia/Ioiachin offre l’ultimo spiraglio di speranza nella catastrofe dell’esilio, quando viene rilasciato della prigione (2 Re 25,27), e i suo nipote Zorababele, al ritorno dall’esilio diventa governatore della provincia costituita dai sovrani persiani. È lui che, con Giosuè il sommo sacerdote, dare inizio alla ricostruzione del tempio di Gerusalemme.

[16] Giuseppe, lo sposo di Maria. L’albero genealogico di finisce con Maria, ma con Giuseppe. È la sua paternità adottiva che rende Gesù figlio di Davide. Per me, è anche un pro-memoria che famiglia non è solo sangue, ma scelta, è la dignità del rapporto padre-figlio rimane.

[16] chiamato Cristo. Cristo, da Christos, in greco, significa l’unto, ed è l’equivalente del termine ebraico messia. Interessante che qui già diventa quasi un cognome/soprannome di Gesù.

[17] In tal modo … Matteo qui sembra bene interessato a sottolineare un certo ordine. Quattordici generazioni, per ciascuna delle tre fasi: da Abramo a Davide (dai patriarchi alla regno), da Davide all’esilio (il casato reale di Giuda), dalla esilio a Gesù. La conclusione da trarre è chiara: con Gesù inizia un nuovo momento, una nuova fase, nella vita del popolo di Dio. Di fatto Matteo salta qualche generazione, almeno per la successione regale, per mantenere quest’ordine numerico. A Matteo, come anche al lettore, interessa meno la matematica che il significato simbolico di questi numeri. Perché quattordici? Una bella domanda. La risposta più semplice è che è sette per due, e sette è il numero dalla completezza. Altri, facendo riferimento alla gematria (c’è da ricordare che ebrei e greci usavano le lettere per numeri), fanno notare che il nome Davide, con le lettere D=4 / W=6 / D=4 in ebraica, fa un totale di quattordici.

Prima di passare al secondo momento della lectio, ti invito ad una rilettura del brano, arricchita dalle sottolineature fatte.

Meditatio

Avendo riletto il brano, possiamo fermarci a riflettere. Lascia che emergano anche le tue domande nella preghiera.

  • Dio sceglie di incarnarsi non in una storia ideale, ma in una storia reale. È una storia fatta di grandi santi, ma anche grandi peccatori; di gente del popolo, e degli stranieri.
    • Come mi lascia interiormente questa verità? Come mi trovo davanti a Dio?
    • Forse il mio senso di inadeguatezza mi allontana?
    • Come mi sento quando vedo che Dio lavoro proprio attraverso una storia fatta di gente apparentemente inadeguata?
    • Io avrei scelto lo stesso? Riesco a cogliere la logica di Dio?
  • Nonostante i limiti dei vari personaggi, la genealogia di Gesù ci parla anche di persone, e di popolo in cerca di un cammino con Dio.
    • Ed io? Cerco di camminare con Dio?
    • Cerco di capire come Dio cammina con me, con noi, nella mia/nostra storia?
  • Gesù è di stirpe reale … ma attraverso lui siamo tutti chiamati ad essere di più, chiamati ad essere figli/figlie di Dio!
    • Come vivo una tale dignità?
    • Come guardo gli altri (anche loro con una tale chiamata)? O do ancora troppo valore ad onori mondani che contano poco?
  • Tutti abbiamo chiamate diverse: a Maria spettava di essere madre di Cristo, a Giuseppe di essere padre adottivo. C’è ci è chiamato ad essere attore protagonista, altri ad un ruolo più di supporto, ma non meno indispensabile.
    • Nella storia di salvezza, mi riconosco attore?
    • A quale ruolo vedo di essere chiamato?

 

Oratio

Lascio poi che le domande sfocino in preghiera, in conversazione, come un amico parla ad un amico. Cosa vorrei dire al Signore che per me si è fatto carne? Per cosa vorrei ringraziarlo? Quale grazie vorrei chiedere? O forse qualcosa che mi pesa per cui vorrei chiedere perdono e guarigione.

 

Contemplatio

Infine mi fermo in silenzio nella presenza del Signore, forse davanti al presepe, o ad un’immagine della natività. Lascio che la preghiere diventi silenzio, diventi presenza, una preghiera del cuore.

Conclude pregando il Padre Nostro.

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