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Tempesta sul mare di Galilea. Rembrandt 1633

Tutti abbiamo qualche brano a noi un po’ più caro, un brano che ci parla di più, forse che ci porta anche a qualche momento – forse bello, forse duro – della nostra vita. Per me, il racconto della tempesta sedata (Marco 4, 35-41) è uno di questi, e allora quando l’ho riletto alcuni giorni fa (sabato della 3a settimana) ho pensato che forse dovrei proporlo per la lectio.

Lo voglio accompagnare con un’immagine: la Tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt (1633). Per me, è una pittura che cattura bene il momento, la tensione del vivere la burrasca, e mi aiuta ad immaginarmi in scena.

[35] In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: “Passiamo all’altra riva”. [36] E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. [37] Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. [38] Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t’importa che siamo perduti?”. [39] Si destò, minacciò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. [40] Poi disse loro: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. [41] E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?”.

Prima di passare alla Lectio, ti invito a leggere una prima volta il brano (Mc 4, 35-41) che riporto qui sopra. E se serve, un promemoria con alcuni consigli pratici su come pregare.

Lectio

[35] In quel medesimo giorno, venuta la sera. Questo brano è situato alla fine di una lunga giornata di Gesù: il giorno di sabato comincia a Mc 2,34. 

[36] Così com’era. Piccolo dettaglio interessante, che sottolinea una partenza abbastanza in fretta.

[36] C’erano anche altre barche con lui. Cafarnao era una paese di pescatori, com’erano diversi degli apostoli stessi.

[37] Ci fu una grande tempesta. La pittura di Rembrandt riportata qui sopra cattura bene la forza della tempesta. Non serve immaginare una tempesta atlantica: qui siamo comunque in un lago, ma le imbarcazioni sono piccole. Bene ricordare anche la paura degli antichi verso il mare, dimora dei mostri degli abissi come Leviatan (Salmo 104,26), e della lotta di Dio con questi mostri (Isaia 27,1, Salmo 74, 13-14). Molto poetica la scena della nave in tempesta descritta in Salmo 107, 23-30.

[37] nella barca. Abbiamo un’idea delle barche del tempo di Gesù, usate sul mare di Galilea, anche perché una è state rinvenuta nel 1986. Sono barche abbastanza piccole: c. 8.5 metri di lunghezza, c. 2.5 metri di larghezza, a basso pescaggio, perciò anche abbastanza vulnerabili in una tempesta.

[38] stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Gesù che dorme, in un momento così! Può anche ricordarci un’altre scena biblica, anche se con esisti molto diversi: Giona che dorme in fondo alla barca, durante la tempesta (Giona 1,5).

[38] “Maestro, non t’importa che siamo perduti?” Un rimprovero forte da parte dei discepoli verso Gesù.

[39] “Taci, calmati!”  Ambedue all’imperativo: Gesù che comanda il mare e il vento.

[40] “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”  La domanda di Gesù ai suoi discepoli prenda una forza particolare se si ricorda che ciò avviene a fine giornata, dove Gesù ha curato l’uomo con la mano paralizzata (Mc 3,1-6), curato diversi altri malati, e cacciato demoni.

[41] E furono presi da grande timore. È il timore che viene davanti al mistero, nel rendersi conto di essere alla presenza di qualcosa di ben più grande, ben più potente.

[41] “Chi è dunque costui … ”  La domanda dei discepoli è molto pregna. Nel Salmo 107,29 è Dio stesso che comanda il mare e il vento!

Meditatio

Passando alla meditatio, è bene rileggere il brano, e cercare anche di immaginare la scena: Gesù in barca che dorme, i discepoli che lottano per salvare la barca, etc. Poi, riguardando la scena, mi fermo a riflettere. Forse ci sono altre domande che emergono dalla mia lettura.

  • Quale momento vivo nella mia vita: forse vivo anch’io una tempesta forte, dove sembra tutto perduto?
  • Dov’è che nella mia vita sembra che Gesù dorme? Dov’è che Dio sembrerebbe che non gli importi, e mi lascia affrontare le cose da solo?
  • Dov’è che vorrei anch’io rimproverare il Signore? (Tra l’altro, a volte è bene arrabbiarsi con il Signore, sfogarsi con lui in preghiera … può essere – se vissuto con lo spirito giusto – un’atto di ver)
  • Ricordo qualche momento della mia vita dove il Signore ha portato la calma vera, dopo la tempesta? O dove, in piena tempesta, ho trovato la calma nel Signore?
  • Dove sento che il Signore mi interpella: Perché hai paura? Non hai ancora fede?
  • Ci sono momenti dove – come i discepoli – sento di avere visto il Signore in azione nella mia vita? Forse momenti dove ho vissuto quel timore davanti al mistero di Dio?

Oratio

Porto adesso le domande e riflessione alla preghiera, ad un momento di conversazione con il Signore. Forse, immaginando la scena, mi trovo in barca, con il Signore. Cosa vorrei chiedere al Signore? Quali grazie? Per cosa vorrei lodarlo? Chiedere perdono?

Contemplatio

In fine, mi fermo in silenzio alla presenza del Signore, e lascio che la preghiera della mente, di parole, diventa una del cuore, una di silenzio.

Concludo con la preghiera Anima Christi:

Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, ascoltami.
Dentro le tue piaghe, nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno, difendimi.
Nell’ora della mia morte, chiamami.
Fa’ che io venga a te per lodarti
con tutti i santi nei secoli dei secoli.
Amen.

 

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