2018-03-03 Icone
Pregando con icone e immagine – Route dello Spirito 2018

Sono tornato ieri – abbastanza gasato – da quattro giorni di Route dello Spirito, dove tra vari modi di pregare abbiamo proposto anche quello di pregare con le icone ed immagini sacre. In fondo, è un modo di pregare la Parola di Dio e fermarsi davanti al mistero.

Cos’è un icona?

La prima domanda, naturalmente, è cos’è un icone, e cosa la distingue da altra pittura? Le icone sono un antichissima tradizione della chiesa, specialmente in oriente. L’iconografia nasce con profondo senso teologico, e con una discussione acerrima in oriente, particolarmente nel ottavo e nono secolo. La domanda di fondo è: come possiamo dare un volto a Dio? Per il cristiano la risposta è l’incarnazione: Dio stesso ha scelto di darsi un volto, in Cristo Gesù (Giovanni 14,8-11). La tradizione orientale, difatti, non raffigura mai il Padre Eterno; anche l’icona famosa della Trinità di Rublev, in fondo, è solo un typos della Trinità, nella visita ad Abramo a Mamre (Genesi 18,1-15).

L’icona non è fine a se stessa, non è finalizzata a dimostrare la bravura dell’artista. Molte sono anonime, e sono molto stereotipate, seguendo dei chiari canoni, schemi e linguaggio pittorico ben definito. In questo modo serve a narrare il mistero. Lo stesso esercizio di fare un icone è un esercizio di preghiera, legate al contesto monastico, dove l’iconografo passa anche tempo di preparazione in digiuno e preghiera. 

Per questo, la tradizione orientale vede l’icona come una portale al mistero, una porta tra il mondo umano e divino, che invita a riflettere e pregare.

E le altre immagini sacre?

A me sembra limitante escludere altre immagini sacre. Sì, è vero che la tradizione occidentale si è sviluppata in modo che dava spazio ad esultare ed esaltare la bravura artistica, a volte eclissando il mistero, come se l’arte fosse fine a se stessa. Però è vero che, ben oltre la superficie, tante immagine sacre occidentali sono delle vere e proprie meditazioni, che – a modo loro ci pongono davanti al mistero, diventano porta al divino. Diciamola così: per l’arte occidentale possiamo fermarci in superficie, e parlare dalla bravura dell’artista, o possiamo lasciarci trasportare dagli artisti, meditando il mistero. Nella prima facciamo solo storia dell’arte, nella seconda, diventa preghiera!

Come pregare

L’icona, allora, è una porta al mistero. Ma come possiamo pregare le icone? Come con la sacra scrittura, così con le icone, ci saranno molti modi di pregare. Quello che propongo qui calca il modo della Lectio Divina: con la lectio, meditatio, oratio contemplatio.

Innanzitutto, serve fermarsi in silenzio davanti all’icona. Forse ci aiuta un gesto per segnare l’ingresso in preghiera – un segno della croce, togliere i sandali, etc. (per altri suggerimenti leggi qui).  E poi chiedere la grazia: si può fare propria, per esempio la preghiera di San Riccardo di Chichester:

O redentore di pietà infinita, amico e fratello,
possa io conoscerti più chiaramente, amarti più profondamente,
e seguirti più da vicino.

Lectio. Il primo momento è quello di “leggere” l’icona, di guardare in dettaglio i vari elementi – e qui può essere utile farsi aiutare per decodificare il “codice” simbolico dell’iconografia. Può aiutarmi molto anche leggere il brano biblico, spesso evangelico.

Meditatio. Nel secondo momento passo a riflettere sul mistero. Cosa sento interiormente davanti al mistero che l’icona mi pone dinanzi? Quali domande, quali sfide, emergono nel mio cuore? Dove mi trovo davanti a questo mistero?

Oratio. Nel terzo momento, lascio che la riflessione sfoci in conversazione con il Signore. Cosa sento interiormente che vorrei dire al Signore: lodando, ringraziando, chiedendo grazia e/o perdono? Cosa sento interiormente che il Signore cerca di dirmi?

Contemplatio. Infine, mi fermo in silenzio nella presenza del Signore, davanti all’icona. Parlando per analogia, è come stare con una persona molto cara, un amico/a, o come tra innamorati. Le parole ad un certo punto, non servono più … la stessa presenza è piena.

Buona strada!

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