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Se la Eucarestia è il pegno, e la Passione l’offerta (vedi Vivere la Settimana Santa), il Getsemani è la scelta. Tra due scene così forti è anche possibile sottovalutare quel momento. Momento di grande desolazione, di profonda solitudine, ma di immensa fedeltà. A questo vorrei dedicare la lectio di stasera, dal vangelo secondo Marco (14,32-42).

Prima di passare a qualsiasi commento, importante fare una prima lettura del testo (qui su BibbiaEdu.it]. Potete anche trovare qui alcuni suggerimenti su come pregare.

Lectio

[32] Giunsero a un podere chiamato Getsemani. Il nome, in aramaico significa il frantoio dell’olio che non dovrebbe sorprendere alla base del Monte degli Ulivi, fuori città appena ad est di Gerusalemme. Il posto è sulla strada verso Betfage e Betania (paese di Marta, Maria, Lazzaro ed altri discepoli), ed oltre verso il deserto di Giuda, Gerico e la valle del Giordano. Il Monte degli Ulivi è la via di fuga per Davide quando Assalonne, suo figlio, gli usurpa il trono (2 Sam 15,30)

[33] Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni.Sono gli stessi tre discepoli chiamati da Gesù a pregare con lui sul monte della Trasfigurazione: non si può (soprav)vivere il momento del Getsemani senza aver intravisto la gloria di Dio. Serve fare memoria della consolazione ricevuta per poter vivere le desolazione.

[33-34] cominciò a sentire paura e angoscia. Il testo qui è forte, e ancor più forti sono le parole di Gesù: La mia anima è triste fino alla morte. È il momento della desolazione profonda, dell’angoscia della tentazione. Davanti a se, la scelta: restare fedele, costi quel che costi, o fuggire, tagliare la corda, salvarsi la pelle. Né va della vera umanità di figlio di Dio coglierne la forza: questa non è scena, l’angoscia è reale, palpabile.

[34] Restate qui e vegliate. L’invito ai tre discepoli è semplice: pregare!

[35] Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra. Prego prostrato, a contatto con la terra, gesto di profonda umiltà.

[35] pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. Il senso dell’ora di Gesù è centrale alla teologia del vangelo secondo Giovanni, ma non è meno fondamentale qui. L’ora è l’ora della Passione, l’ora del dono, l’ora del compimento.

[36] Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Facile sottovalutare la forza di questa preghiera: in fondo – potremmo dire – Gesù è vero Dio. Ma anche il Cristo fatica davanti al calice della sofferenza che intravede davanti a sé, il buio, l’incomprensione. Pregare Dio di allontanare la sofferenza da noi non è mancanza di fiducia!

[36] Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu. L’altra faccia della medaglia, complementare alla richiesta precedente è la sottomissione alla volontà del Padre, con la stessa fiducia che il Padre può tutto, anche quando – come il Cristo – si vive un momento di buio profondo.

[37] li trovò addormentati … Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? avranno ne vellutato, ne pregato. Gesù, immagino, di sente radicalmente solo.

[38] Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Qui Gesù spiego il perché, e per cosa, della preghiera.

[38] Lo spirito è pronto, ma la carne è debole. Qui la carne ricorda la fragilità umana ed i suoi limiti.

[40] non sapevano che cosa rispondergli. Davanti ai propri limiti spesso difficile dare. un perché. Ogni scusa di natura sua è priva di senso.

[41] È venuta l’ora. Queste parole segnano un momento di passaggio. L’ora chiaramente è quella della Passione, come in [35].

[41] ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Il verbo consegnare o tradire qui è al passivo. Chi consegna veramente? Giuda il traditore – che consegna materialmente Gesù alle autorità? Oppure è volontà da Dio Padre e la scelta del Figlio?

[42] Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino. Conclusione del momento è la scelta. Da notare come Gesù sceglie di andare incontro al suo traditore, non semplicemente di aspettare e subire.

Meditatio

Prima di passare a qualche domanda di riflessione bene rileggere il brano arricchito di diversi commenti.

  • Dov’è che nella mia vita ho vissuto momenti di buio, forse anche di buio profondo?Cosa, chi mi ha aiutato ad affrontare quei momenti?
  • Prego regolarmente nella mia vita? Prego nei momenti di grande angoscia? Prego nella gioia?
  • Dov’è che nella vita sento mie le parole: Lo spirito è pronto, ma la carne è debole?
  • Ho fiducia in Dio, particolarmente nei momenti di tenebre? Credo che Dio sia con me, anche quando non lo sento?
  • C’è qualche scelta radicale della mia vita dove sento di essere fuggito, piuttosto che prendere la decisione giusta e necessaria? Dove sono rimasto fedele nelle difficoltà?

Oratio

Lascio che le mie riflessioni diventino conversazione. Cosa sento che il Signore sta cercando di dirmi in questo momento? Da parte mia, cosa vorrei dire – in tutta libertà – al Signore? Quali parole di lode e ringraziamento? Di cosa vorrei chiedere perdono? Quale richiesta di grazia?

Contemplatio

Mi fermo alla presenza del Signore. Veglio, in silenzio, con Lui, lasciando che la preghiera diventi presenza.

Infine concludo con l’Anima Christi:

Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, ascoltami.
Dentro le tue piaghe, nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno, difendimi.
Nell’ora della mia morte, chiamami.
Fa’ che io venga a te per lodarti
con tutti i santi nei secoli dei secoli.
Amen.


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