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La discesa agli inferi. Icona bizantina (c. 1350-1375), Walters Museum [CC0 Licence]
Oggi, Sabato santo, la Chiesa è in silenzio. Però è un silenzio pieno, un silenzio di attesa. Un silenzio che ci apre alla contemplazione, ed in questo, l’iconografia antica d’oriente ci può bene aiutare. (Clicca qui su come pregare con icone e immagini.) L’icona che vi propongo è quella tradizione dell’Anastasi, cioè della risurrezione.

Lectio

Stranamente, per l’occhio occidentale, l’iconografia orientale principale per la resurrezione è quella della Discesa agli inferi. Per cogliere e commentare questo, quale punto di partenza se non l’antica “Omelia sul Sabato santo”?

Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.

Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: “Sia con tutti il mio Signore”. E Cristo rispondendo disse ad Adamo: “E con il tuo spirito”. E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: “Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.”

La parte principale dell’icona rappresenta questo momento. Cristo – al centro in una mandorla luminosa – scende vittorioso negli inferi, portando la vittoria che è la croce. Sotto i suoi piedi, le porte dell’inferno ormai rotte (a volte, rappresentate a forme di croce), il buio e le ossa. Alcune alcune raffigurano la morte vinta da Cristo, come un uomo legato, sotto i suoi piedi. Cristo prende per mano Adamo ed Eva, e li tira fuori dai sarcofagi. Dietro Adamo ed Eva, le schiere dei giusti, che attendono la Risurrezione. Davide, Salomone, e Giovanni il Battista si intravedono affianco ad Adamo.

Adamo – capostipite di tutti, rappresenta propria la risurrezione concessa a tutti. Le parole Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà sono riportate da Paolo in Efesini 5,14 che probabilmente cita un inno antichissimo della primissima Chiesa, forse in contesto battesimale.

Su livello inferiore, viene riportato il piano terreno. La prima scena, a sinistra, le donne che aspettano e guardano il sepolcro. La seconda scena, a destra, le donne che vengono al sepolcro, l’angelo che gli appare, e – in angolo – il sudario e le vesti.

Meditatio

Fermandomi davanti all’icona e al mistero, rifletto su me stesso.

  • Dov’è che ancora ho bisogno di sentire: Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà? Quali angoli di oscurità rimangono nella mia vita? Quali tombe ancora nascondo, quasi avendo paura che il Signore irrompa?
  • Gesù scende vittorioso grazia alla croce, grazia alla scelta di amare fino in fondo. Dov’è che, attraverso l’amore, la carità, mi scopro anch’io vittorioso risorto?
  • Dove mi trovo, come le donne davanti alla tomba il sabato santo, ancora ad aspettare? Dove vivo come ignaro dalla vittoria di Cristo sulla morte?
  • Dov’è che, come le donne la Domenica all’alba mi trovo a vedere il sudario, le vesti, la tomba vuota? Quali segni trovo nella mia vita del passaggio del Cristo risorto?
  • Chi sono per me i veri angeli che annunciano nella mia vita la risurrezione del Signore?

Oratio

Lascio che la riflessione diventi conversazione con il Signore. Cosa sento che il Signore cerca di dirmi nell’intimo del cuore? Cosa vorrei dirgli da parti mia? Quali richieste di grazia, di perdono? Quali parole di lode di ringraziamento?

Contemplatio

Mi fermo poi, in silenzio, davanti all’icona, e meglio con il Signore stesso nel mistero che contemplo. Lascio che i pensieri, le parole, diventino adesso preghiera di presenza, che parole non possono esprimere.

Forse vi può aiuta anche la sequenza al vangelo Victimae paschali laudes.

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